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suonano *loading* sonagli
Corri nei tuoi grandi occhi fatti di luna,
Zingara meravigliosa.
Prendi la notte con le mani
come l'acqua prende certe curve.
Se la Terra fosse un canto,
avrebbe il sapore che hanno
i viaggi senza orizzonte,
o quello sguardo senza fine
che hai quando mi balli accanto.

In collaborazione con Tacus, mio decennale compagno di progetti folli e cazzate abominevolmente apocalittiche, l'idea che finalmente ci renderà ricchi. Sicuramente non ricchi di soldi.
Di che cosa lo scopriremo.
Comunque sia, sempre attenti alle mode del momento, ecco che nasce il nuovissimo servizio di ProttCasting©!

Quelle di Sant'Antonio. Ne arrivano sempre per email.
Ieri, dopo aver ricevuto la terza mail uguale, con in copia centinaia di altri indirizzi email, alcuni dei quali assolutamente sconosciuti, ho premuto il pulsantino "Rispondi a tutti", e ho elaborato la risposta definitiva ai catenacciari. E' opensource, potete usarla, copiarla, migliorarla e renderla pubblica.
Buona giornata, jolly (;
adesso vi spiego una cosa.
Quando vi arriva una email che vi promette soldi, capelli lucidi e fluenti,
donne, nani, ballerine, tricchetracche, sesso, tette della terza misura o
cazzi di venti centimetri SOLO SE inviate quella mail a TUTTO IL MONDO, beh,
ragazzi, non è mai vero.
Lo so, è una rivelazione sconvolgente, la mia, e mi spiace che molti di voi
rimarranno delusi, però vi assicuro che lo dico per il vostro bene.
Non credete a tutto quello che vi arriva per email. Se poi dite: "Tanto che
mi costa?". A voi niente, ma alla rete globale che si sovraccarica di dati
inutili, interessa eccome.
Quindi, gentilissimi chiunque voi siate, se proprio non riuscite a
trattenere l'impulso di premere il pulsante INOLTRA, c'è un esercizio
alternativo molto utile: premete fortissimamente F sulla tastiera del vostro
computer. Se lo premerete almeno cinquanta volte in 12 secondi, Bill Gates
mi ha assicurato che vi invierà a casa il nuovo Panettone Microsoft, l'unico
panettone dove se non ti piacciono le uvette, le puoi disabilitare con il
tasto destro del mouse. Se non dovesse funzionare, basterà chiudere e
riaprire la scatola.
Buona giornata a tutti!
Sempre vostro,
Fra.
p.s.: babbo natale è morto
Ogni mattina almeno un'ora di automobile.
Ero in ritardo. Tra le due statali che devo fare, c'è una scorciatoia che passa per un paese.
Le autorità locali hanno messo un divieto di transito dalle 7 di mattina alle 8 e mezza, per evitare che le automobili intasino il paese. Giustissimo.
Però la tento. Faccio una curva, e tac! paletta dei vigili urbani.
Mi accosto.
- Lei ha il permesso? - Me lo chiede con quella faccia che dice "avanti, inventa la balla che non lo sapevi, che ti sei sbagliato, dai".
- ASSOLUTAMENTE NO!
- Ah - E' sconvolto. Non capisce - E come mai è passato?
- L'ho rischiata, mi è andata male, ho perso. Quanto le devo?
- Ahe.. no... non paga subito... mi dia la patente e il libretto.
Comincio a buttare tutto all'aria nella macchina.
- Il libretto è questo qui?
- No
- Questo?
- No
- Questo?
- No
- Lo prende lei?
Gli passo tutto il malloppo, prende il libretto. Dopo un po' torna
- Deve firmare il verbale. Qui e qui.
- Qui e qui?
- No, qui e qui.
- Ah... qui... ecco fatto.. e qui?
- No, qui.
- Ah, ecco!
- Ma ora posso andare avanti o devo tornare indietro?
- No no, può andare.
- Di là?
- Sì.
- Grazie e buon lavoro! Buona giornata!
- A lei.
Beh, me la sono meritata, in fin dei conti, perchè non giocarci un po' su? (:
Ho letto spesso di blog aperti per farsi coreaggio nello smettere di fumare, di amare, di mangiare. E' un esercizio interessante, che mi piacerebbe avesse un effetto anche su di me, ma so già che non è così. Stamattina in macchina ci pensavo: nella mia vita ho sempre fatto qualunque cosa "pratica" con un successo naturale. Ho imparato a suonare da solo, ho dipinto quadri, scritto, composto testi teatrali, ho intrapreso una carriera informatica di successo, tutto senza alcuno sforzo. Non è per spocchia, ma quando intraprendo qualcosa per la quale ci voglia manualità, so già di riuscire. Non avrei nessuna paura a cambiare lavoro, per esempio, anche se dovessi andare a fare qualcosa che non avrei mai immaginato. La gente che mi conosce dice che ho forza di volontà. Mah, se guardiamo ai vizi che ho, non sono mai riuscito a smettere con la forza di volontà. Se fosse veramente così esercitata, ci riuscirei.
Non so se riuscirò mai a smettere di fumare, o di amare, o di mangiare cose buone ma che fanno ingrassare. E troverei inutile su di me l'esercizio di parlarne in un blog per farmi coraggio o per darmi convinzione.
Forse ha ragione il buon Augusto, che ci guarda da qualche post più in basso: il vizio che mi ucciderà non sarà il fumare o il bere, ma quella cosa che sento dentro e cioè vivere.
Ah, una considerazione che sembra triste ma che non lo è, giuro: tutti i jolly che abbiamo trovato insieme finora, quelli reali, in carne ed ossa, non immaginari, hanno finito la loro vita presto e senza figli. Non vuol dire che debba essere per forza così, tutto può accadere. Certo è che uno ci pensa.
(:
Una buona mano a tutti. Nel caso oggi uscissero carte brutte, non preoccupatevi: domani il mazziere potrebbe servirvi un poker. (;
Altra perfetta figura di Jolly, in un'altra bella favola. Charlie e la Fabbrica di Cioccolato è il romanzo per ragazzi di Roald Dahl che ha ispirato due film: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, con Gene Wilder, e il nuovissimo La Fabbrica di Cioccolato con la prestigiosa regia di Tim Burton. Entrambi i film sono, seppur diversissimi, belli e particolari. Il film di burton è una bellissima favola, impacchettata in una perfezione tecnica (regia, fotografia, recitazione) che qulasiasi regista invidierebbe.
Ma qui noi ci occupiamo di riconoscere i Jolly, siano essi vivi, morti o semplicemente immaginati.
Willy Wonka è un Jolly, ha lo sguardo del jocker, colleziona istanti, sentimenti, è bambino e allo stesso tempo sadico. E' favoloso (nella sua accezione di "creatura delle favole") e crudele. Intransigente non solo con i grandi che non ricordino più che colori si abbiano intorno da bimbi, ma anche con quei bambini che premono sull'acceleratore odioso che li deve spingere a tutti i costi a diventare orrendi, monocolore.
Jonny Depp e Gne Wilder sono stati ottimi interpreti, ma d'altra parte sono attori molto più versatili di altri. Sarebbero stati perfettoi anche Carrie, o Gassmann, o Peter Sellers.
Un altro Jolly ancora, uno dei migliori: Augusto Daolio, musicista, pittore, poeta.
Non dirò molto di lui. Riporterò una delle sue poesie, un testo meravoglioso, divenuto una meravogliosa canzone.
E' una delle più belle canzoni d'amore e di vita che io conosca, e la sento così vicina, quando la ascolto, che mi sembra di poterla toccare con una mano.
Ecco che il tempo cambia già,
comincia (inizia) qui un nuovo ciclo ormai,
e sento che la mia stagione è qui,
fa freddo ma c'è il fuoco accanto a te.
Di fuori no un suono non c'è più,
le stagioni stan dormendo intorno a noi,
scorre acqua nuova dentro agl'occhi tuoi,
come è strano essere amanti io e te
eravamo solo amici io e te.
E così la vita cambia in me,
io amo te, la mia parola è sì,
impazzirà nel buio la città
che chiaro c'è che pace insieme a te.
Ma come mai il tempo fugge già,
le stagioni ora sono realtà,
E' tornato il vento e l'amore va,
com'è strano essere amici io e te,
eravamo ieri amanti io e te.
Gibran diceva che il confine che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.
E' un pensiero bellissimo, ma incompleto. Il confine, come concetto, presuppone che ci sia un "aldiquà" e un "aldilà". Siamo abituati fin dall'infanzia a ragionare bidimensionalmente, cosa che si riflette poi anche (rovina!) nei sentimenti e negli attegiamenti di tutti i giorni: amare, non amare; volere bene, odiare; riflettere, agire d'impulso; avere fame, essere sazi. Tutte cose che presuppongono un confine tra l'una e l'altra. Corpo, anima. Non so se questo modo di pensare, tipicamente occidentale, sia di una qualche comodità per auto-ingabbiarci in una piattezza che da una parte ci rassicura, dall'altra a volte ci innervosisce. Cosa ne sarebbe della nostra cultura, se ci fosse una massiva presa di coscienza del fatto che siamo caotici, sfaccettati, un'orgia di atomi tenuti assieme da fenomeni che faticosamente cerchiamo di chiamare "leggi"?
No, non credo esista solo un confine tra saggezza e follia. E i bambini? Sono saggi o folli? Un bambino che è troppo adulto per la sua età è certamente detto saggio, mentre un adulto che rimane troppo bambino, è sicuramente detto folle. Ma l'adulto e il bambino sono lo stesso ammasso di elettroni impazziti, cambia solo il numero, o la dimensione delle scarpe, o la capacità di sentire il sapore di una gazzosa all'arancia anche dentro le ginocchia, e sentirlo davvero, quel sapore, che si sposta da un orecchio all'altro e poi sotto i capelli e dentro il ditone del piede (i grandi lo chiamano alluce, che nome ridicolo. Si vede lontano un miglio che è un DITONE), insomma, sentire che va in tutti quei posti dove non ti aspetteresti di sentire il sapore dell'arancia.
L'Idiota di Fedorone Dostoevskij, che ha commosso mezzo mondo chiedendo al Signore come mai muoiano i bambini, è un idiota letterario, finto, costruito, il primo esempio di personaggio da auditel che ti commuove con una domanda così semplice, disarmante. Patetico. Un vero idiota, non si sognerebbe mai di rivolgersi a nessun dio, per fare questa domanda. Si darebbe una risposta, perché il vero idiota E' dio.
