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Gibran diceva che il confine che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.
E' un pensiero bellissimo, ma incompleto. Il confine, come concetto, presuppone che ci sia un "aldiquà" e un "aldilà". Siamo abituati fin dall'infanzia a ragionare bidimensionalmente, cosa che si riflette poi anche (rovina!) nei sentimenti e negli attegiamenti di tutti i giorni: amare, non amare; volere bene, odiare; riflettere, agire d'impulso; avere fame, essere sazi. Tutte cose che presuppongono un confine tra l'una e l'altra. Corpo, anima. Non so se questo modo di pensare, tipicamente occidentale, sia di una qualche comodità per auto-ingabbiarci in una piattezza che da una parte ci rassicura, dall'altra a volte ci innervosisce. Cosa ne sarebbe della nostra cultura, se ci fosse una massiva presa di coscienza del fatto che siamo caotici, sfaccettati, un'orgia di atomi tenuti assieme da fenomeni che faticosamente cerchiamo di chiamare "leggi"?
No, non credo esista solo un confine tra saggezza e follia. E i bambini? Sono saggi o folli? Un bambino che è troppo adulto per la sua età è certamente detto saggio, mentre un adulto che rimane troppo bambino, è sicuramente detto folle. Ma l'adulto e il bambino sono lo stesso ammasso di elettroni impazziti, cambia solo il numero, o la dimensione delle scarpe, o la capacità di sentire il sapore di una gazzosa all'arancia anche dentro le ginocchia, e sentirlo davvero, quel sapore, che si sposta da un orecchio all'altro e poi sotto i capelli e dentro il ditone del piede (i grandi lo chiamano alluce, che nome ridicolo. Si vede lontano un miglio che è un DITONE), insomma, sentire che va in tutti quei posti dove non ti aspetteresti di sentire il sapore dell'arancia.
L'Idiota di Fedorone Dostoevskij, che ha commosso mezzo mondo chiedendo al Signore come mai muoiano i bambini, è un idiota letterario, finto, costruito, il primo esempio di personaggio da auditel che ti commuove con una domanda così semplice, disarmante. Patetico. Un vero idiota, non si sognerebbe mai di rivolgersi a nessun dio, per fare questa domanda. Si darebbe una risposta, perché il vero idiota E' dio.

